Matteo Lo Prete

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L’identità degli immobili pubblici

Pubblicato da admin

Concorso di idee – Forte Pozzarello

Questo concorso, proposto dall’Agenzia del Demanio, ha rappresentato un’interessante occasione per sviluppare nuove proposte riguardanti i “beni pubblici”, alla quale ho partecipato in collaborazione con l’architetto Andrea Benigna, laureato presso il Politecnico di Milano.

Si è pensato ad una destinazione d’uso di stampo internazionale, in grado di dimostrare come questo Paese possa rappresentare una “punta di diamante” all’interno dello sviluppo e del progresso. Tra i molti temi che oggi scuotono la coscienza collettiva mondiale vi è il ricorso alle energie alternative, di cui alcuni paesi europei sono forti sostenitori ormai da un quarto di secolo. Strettamente connesso a questo argomento vi è anche l’abbandono del petrolio come risorsa energetica.

L’Argentario costituisce da sempre un mirabile esempio di parco naturale: una cornice perfetta per sensibilizzare tutti verso l’attenzione all’energia, all’ecologia ed allo smaltimento dei rifiuti come veicolo per il miglioramento della società e dell’ambiente. In questa postazione dedicata alla protezione dell’ambiente si insedieranno le seguenti funzioni:

- Osservatorio internazionale per le energie rinnovabili, strutturato in modo da effettuare ricerca, analisi e divulgazione delle tecniche che verranno sviluppate da università e centri di ricerca;

- Centro per la sensibilizzazione locale sulle materie inerenti le energie rinnovabili, l’abbandono del petrolio quale risorsa e l’utilizzo di tecniche avanzate per la raccolta differenziata;

- Centro per il raggiungimento della completa indipendenza energetica all’interno dell’Argentario, quale luogo di eccellenza. Il centro lavorerà in tandem con gli enti preposti per raggiungere, nel minore tempo possibile, il completo abbandono del petrolio quale risorsa territoriale ed il raggiungimento dell’autonomia dalla rete nazionale per l’elettricità.

Dal punto di vista tecnico il progetto si pone l’obiettivo di adattare il Forte alle funzioni previste, rispettando però le preesistenze. Il primo problema da risolvere riguarda l’accesso all’area, difficoltoso sia dal punto di vista dei volumi di traffico sia per gli spazi. Sempre in linea con il rispetto dell’ambiente si suggerisce l’adozione di un sistema di trasporto a cremagliera: in questo modo l’accesso al Forte sarà garantito in maniera ecologica (mezzo a energia elettrica), sfruttando la via di risalita più breve.

All’interno del complesso gli interventi più ingenti vedono l’inserimento di un anfiteatro, una torre panoramica ed alcuni volumi edificati in aggiunta alle preesistenze:

- L’anfiteatro viene realizzato sfruttando il naturale declivio del terreno, con gli stessi criteri di quelli presenti in Grecia e Sicilia fin dall’antichità. All’interno di questo spazio sarà possibile assistere a dibattiti, concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli e presentazioni di vario genere;

- La torre panoramica, alta trentadue metri, rappresenta un forte simbolo di riconoscimento, visibile a grande distanza. Le dimensioni del manufatto, riprendono quelle della Torre dell’Argentiera, storico edificio di avvistamento che sorge a pochi chilometri nell’entroterra;

- Le volumetrie aggiunte, accennate in precedenza, racchiudono una serie di funzioni pubbliche per le quali sono previste dimensioni maggiori rispetto agli spazi presenti nel Forte. In questi nuovi ambienti sono previste due sale per convegni, un bar-ristorante ed un’ampia area espositiva.

Gli spazi preesistenti, modificati in minima parte per adeguamenti, ospiteranno le funzioni rimanenti. Il fossato verrà recuperato a sua volta, mutando la propria funzione per ospitare un percorso, parzialmente coperto, all’interno del quale sarà possibile osservare una mostra relativa alla costruzione e all’utilizzo del forte, considerando il suo ruolo come postazione strategica durante la guerra.

Dal punto di vista energetico il Centro rispetta la propria vocazione, dotandosi di una serie di pale eoliche, regolate da un’apposita unità di controllo centrale, in grado di produrre l’energia necessaria allo svolgimento delle attività. Ad integrare questa fonte sarà presente una serie di pannelli fotovoltaici, posizionati nel versante Sud del monte, nascosti alla vista per non deturpare in alcun modo il paesaggio costiero.