Matteo Lo Prete

lug

24

SEN.S.-E.I.

Pubblicato da admin

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SENSIBLE SHELTER ENVIRONMENT INTERACTION

Il progetto nasce all’interno di un workshop dedicato al software Generative Components, tenuto da Lars Moth-Poulsen, Alessio Erioli, Ludovica Tramontin e Alessandro Uras. Il tema è focalizzato sull’involucro, una sorta di elemento protettivo che possa essere utilizzato in differenti contesti e, pertanto, capace di adattarsi a seconda delle condizioni che si presentano di volta in volta.

Il lavoro, sviluppato in sei giorni di intensa collaborazione con Catia La Grotta e Paolo Dallara, è iniziato con una selezione tra le due tipologie progettuali offerte: da una parte vi era una copertura, mentre nel secondo caso vi era la possibilità di realizzare un cosiddetto “integral envelope”, un involucro in grado di avvolgere completamente le persone ospitate al suo interno, lasciando liberi soltanto l’ingresso e l’uscita.

Il gruppo ha concentrato la propria attenzione su questa tipologia, con l’intenzione di diversificare, durante le fasi progettuali, la conformazione dell’oggetto architettonico al fine di non renderlo frutto di un trattamento seriale ed indistinto delle sue superfici esterne. La seconda scelta in ambito progettuale è stata tesa a definire quali, tra i molti fattori possibili, fossero quelli responsabili della mutazione di questo organismo edilizio. In questo caso abbiamo selezionato la pendenza del terreno come un fattore direttamente collegato alla morfologia e, come secondo attore, il sole, responsabile della variazione dei componenti che andranno a proliferare in maniera adattiva le superfici di tassellazione.

Una volta scelta la direzione verso la quale intraprendere il percorso induttivo, abbiamo iniziato a definire un terreno ipotetico in Generative Components. Una delle linee che compongono il declivio costituirà la curva generatrice dell’involucro che, nella realtà, sarà collegato ad una curva rilevata mediante l’utilizzo di strumenti topografici e, quindi, oggettivamente definita. A partire da questa curva abbiamo estratto il prodotto vettoriale tra la perpendicolare alla tangente in una serie di punti e la verticale assoluta rispetto al piano cartesiano di origine. Questo valore risulta essere direttamente responsabile dell’aumento o della riduzione delle sezioni trasversali dell’organismo edilizio, come mostrato attraverso gli schizzi progettuali.

In seguito alla definzione del prodotto vettoriale abbiamo generato una serie di segmenti, legati tra loro attraverso la sezione aurea in modo da formare due rettangoli, posti uno all’interno dell’altro. Sulla base dei punti definiti dai segmenti abbiamo modellato due superfici distinte: una inferiore, che costituirà l’area calpestabile dell’involucro, ed una superiore che fungerà da protezione rispetto agli agenti atmosferici. La prima è stata trattata come elemento monolitico, simile ad un osso di seppia, mentre la seconda come struttura leggera, generata in base alla costante variazione di un singolo componente. Quest’ultimo, progettato separatamente, è costituito da un telaio leggero in acciaio (o alluminio) e da un pannello quadrilatero dotato di un meccanismo che ne permette la rotazione intorno ad una delle due diagonali. La logica adattiva del componente prevede che, tanto più i raggi solari sono perpendicolari alla superficie che questo ricopre, tanto più il pannello sarà chiuso, schermando la radiazione luminosa e termica. Al contrario, tanto più i raggi saranno radenti, tantopiù il pannello sarà inclinato al fine di aumentare l’ingresso di luce indiretta.

Una volta progettato il componente è stato applicato in maniera adattiva sulla superficie superiore dell’involucro, opportunamente tassellata. In seguito, come operazione fondamentale, è stata posta in relazione l’apertura dei pannelli con il prodotto vettoriale tra la propria direzione verticale ed i raggi emessi da un ipotetico sole (definito in questo caso da un punto la cui rotazione si basa su due archi di cerchio, che indicano l’escursione dei giorni durante l’anno, insieme al ciclo giornaliero). Il modello parametrico così generato permette di adattare l’organismo architettonico a diverse orografie possibili, sia in ambito urbano che in ambienti naturali estremi. Il comportamento “responsivo” dei componenti in funzione dell’andamento solare permette di ottenere un gradiente di regolazione dell’ambiente interno, al fine di preservare le condizioni ottimali di soleggiamento durante tutto il giorno.

Per ulteriori informazioni relative al progetto è possibile scaricare una breve Presentazione (Pdf 2.486 Kb).

Desidero ringraziare Catia La Grotta e Paolo Dallara per questa entusiasmante seppur breve esperienza progettuale, durante la quale si è sviluppata una collaborazione molto produttiva. Ringrazio inoltre il team di tutor che si è impegnato durante i sei giorni di workshop, fornendo un solido supporto tecnico ed una serie si spunti molto interessanti per la progettazione. Un ringraziamento doveroso va, infine, all’associazione Casartarc e all’Arch. Andrea Graziano, per aver reso possibile un workshop così importante.

A tutti voi va la mia stima ed il mio apprezzamento.