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DESIGN GENERATIVO DI UN GIOCATTOLO TRAMITE GRASSHOPPER
Il progetto in questione nasce durante la partecipazione al WAAS – Workshop on Advanced Architectural Structures, edizione 2009, organizzato dal Prof. Arno Pronk presso la TU Delft in Olanda. Il workshop, dedicato all’approfondimento di strumenti progettuali e tecniche costruttive all’avanguardia per l’architettura ha permesso l’apprendimento di alcuni software di progettazione, tra i quali Grasshopper, plug-in del più conosciuto McNeel Rhinoceros. Il corso, tenuto dal McNeel Official Trainer Rinus Roelofs, è stato suddiviso in una prima parte dedicata alle nozioni di base per il funzionamento del software ed una seconda tesa allo sviluppo autonomo di progetti da parte degli allievi. Al termine del workshop il laboratorio di modellistica dell’università (TNO) ha permesso la realizzazione dei progetti attraverso una 3D printer a base di nylon, per una dimensione massima di 50×50x50mm.
Partendo dalle dimensioni del volume di stampa come unico vincolo per il progetto, è nata l’idea di realizzare un piccolo giocattolo per bambini, caratterizzato da un design accattivante e, nel contempo, dotato di una propria funzionalità. Da qui si è passati allo sviluppo di una trottola, il cui sviluppo formale sfrutta il concetto di nodo, emerso in molti dei lavori presentati da Roelofs durante il workshop. L’oggetto viene costruito a partire da un singolo settore circolare, che si deforma dall’impugnatura fino al punto di contatto con il piano d’appoggio, generando una sorta di nastro. Quest’ultimo viene regolato attraverso una serie di archi circolari, che rappresentano le curve generatrici della superficie NURBS. Una volta modellata, la superficie assume lo spessore di 1mm (limite minimo imposto dalla stampante 3D) e viene copiata in serie al fine di ottenere l’oggetto completo.
La definizione di Grasshopper inizia con una selezione di punti fondamentali per la generazione della geometria, regolabili attraverso degli slider. Successivamente vengono generati gli archi ed il nastro come loft di questi ultimi, apportando poi alcune regolazioni necessarie per raggiungere la forma desiderata. Una seconda regolazione permette l’annodamento della superficie, attraverso una nuova serie di slider. Infine viene introdotto il comando offset, con la successiva occlusione delle aperture laterali. Il modello 3D, generato con Grasshopper, è quindi totalmente paramentrico. Una volta importato importato in Rhinoceros e tradotto in file stl (stereolitografia) è stato inviato al centro stampa, che ha provveduto alla realizzazione dell’oggetto.
Il risultato finale del workshop, sebbene utilizzabile da un bambino, denota una notevole eleganza e leggerezza, dovute ai rimandi con il mondo naturale (conchiglie, ricci di mare) ed alla ripetizione seriale delle superfici intrecciate. Lo stesso processo di produzione, caratterizzato dalla sovrapposizione di polvere stratificata (sublimazione di nylon) rimanda ai processi di formazione delle conchiglie e produce un effetto di leggera ondulatura della superficie, che aggiunge ulteriore complessità all’oggetto in questione. Una volta prodotto l’oggetto è stato testato ed è risultato perfettamente funzionante.
Il progetto mette in evidenza la possibilità di generare forme complesse, totalmente parametriche, a partire dalla connessione di semplici archi di cerchio. Applicativi parametrici come Grasshopper permettono ad architetti e designer di investigare nuovi processi per la morfogenesi che, uniti all’innovazione tecnologica per la produzione delle componenti, permetteranno in futuro la realizzazione di architetture ed oggetti di estrema bellezza ed espressività.