Architettura

Architettura

Il mio rapporto con l’architettura comincia d’estate, con una serie di disegni realizzati prima di iniziare la scuola per geometri. Quelle poche tavole, prodotte con l’intento di esercitarmi, mi hanno introdotto in questo meraviglioso mondo di segni.

Nei cinque anni successivi ho avuto modo di crescere progressivamente, acquistando una buona capacità progettuale, purtroppo ancora viziata da un modo di fare forse eccessivamente pragmatico. Ero sempre stato dell’idea di diventare geometra e poter trovare così il mio posto nel mondo. Al terzo anno decisi definitivamente che questo non sarebbe stato sufficiente.

Tra i testi di quell’anno trovai un disegno, una splendida prospettiva realizzata manualmente della Pew House, una delle opere (tra le più modeste in effetti) dell’architetto americano Frank Lloyd Wright. Ancora non sapevo nulla di questo personaggio, del luogo in cui sorgeva la casa e delle proprie caratteristiche. Ad ogni modo trovai così incredibilmente stupenda quella composizione architettonica da capire che in un lustro non avrei acquisito le capacità per produrre nulla di minimamente equiparabile. Da quel giorno iniziai a chiedere come regalo alcuni libri d’architettura, tra cui vi era anche “Giornale di bordo”, scritto da Renzo Piano, che rappresenta uno dei pilastri fondamentali della mia crescita, al pari delle colonne di Bramante per la chiesa di San Pietro a Roma. Decisi che, bravo o modesto, un giorno sarei comunque diventato un architetto.

La prima ora del primo giorno al primo anno del corso di Scienze dell’Architettura, Politecnico di Milano, ebbi modo di ascoltare le parole del prof. Giovanni Denti, capendo così di trovarmi proprio nel posto che avevo deciso di frequentare per i successivi cinque anni, durante i quali è stata certamente fondamentale la conoscenza della prof. Antonella Contin, alla quale devo molto riguardo alla mia crescita in ambito accademico. Grazie a questa persona ho iniziato ad appassionarmi ai temi che conducono attualmente il mio percorso di ricerca professionale. Assieme a lei fu il prof. Ernesto D’Alfonso, persona nella quale riconosco l’uomo colto per antonomasia, a guidarmi durante il periodo di sviluppo della tesi di laurea, dedicata all’utilizzo ragionato di software come strumento per la progettazione architettonica.

Credo fermamente che sia sempre indispensabile collegare l’architettura alle tecnologie che caratterizzano il periodo in cui essa viene sviluppata, questo anche relativamente alla progettazione in sé. Il mio impegno quotidiano viene profuso nel trovare modi sempre più ricchi e complessi (ma semplicemente attuabili), per fruire delle tecnologie disponibili contribuendo allo sviluppo della progettazione architettonica. Questo, appunto, rappresenta il primo e più importante rapporto con la materia, mediante la sperimentazione tecnica e progettuale.

Per contro sono sempre rimasto affezionato alla materialità delle cose, requisito indispensabile in architettura (forse). Per questo motivo mi dedico a progetti concreti, dove l’importanza maggiore viene dedicata al dettaglio, al particolare, al funzionamento. Credo di poter rendere, in questo modo, più completo il mio dialogo con questa professione così affascinante.

Un caro amico mi disse che, in realtà, il nostro lavoro ideale non è quello che pratichiamo giorno per giorno. Una volta tornati a casa, dopo aver lavorato faticosamente, ci dedichiamo ad una serie di hobby tra i più disparati, ognuno seguendo le proprie passioni personali. Ecco, c’è qualcuno che sostiene il fatto che siano queste passioni personali la vera vocazione che ci caratterizza. Dovremmo quindi praticare il nostro hobby come professione.

Per quanto mi riguarda sono felice di poter dire che, una volta tornato a casa, non passa molto tempo prima che prenda in mano qualche libro, una rivista, le tavole di un progetto in corso, senza che questo mi venga necessariamente richiesto. Probabilmente ho trovato in questa professione il più appassionante degli hobby.

Forest Pavilion

010

Il progetto nasce e si sviluppa all’interno di un workshop dedicato all’utilizzo di McNeel Rhinoceros e del plug-inGrasshopper, tenuto da Giulio PiacentinoMarco Vannucci ed Annarita Papeschi, con la collaborazione di Andrea GrazianoAlessio Erioli. L’attenzione è stata rivolta, dal punto di vista progettuale, verso un padigliore espositivo di dimensioni ridotte, all’interno del quale sintetizzare il connubio tra geometrie semplici e forme complesse, volumi astratti e topologie riferite al mondo della natura. Lo sviluppo del padiglione è iniziato tramite la scelta di un titolo, che apre questa descrizione, ed un semplice schizzo, attraverso il quale restituire una prima immagine dell’opera da realizzare.

Dettagli del progetto

SEN.S.-E.I.    SENsible Shelter Environment Interaction

Immagine iniziale

Il progetto nasce all’interno di un workshop dedicato al software Generative Components, tenuto da Lars Moth-Poulsen, Alessio ErioliLudovica Tramontin e Alessandro Uras. Il tema è focalizzato sull’involucro, una sorta di elemento protettivo che possa essere utilizzato in differenti contesti e, pertanto, capace di adattarsi a seconda delle condizioni che si presentano di volta in volta.

Dettagli del progetto

Progetto Passaggio Creativo – Prosp3ttiVA

Il presente progetto riguarda un intervento di riqualificazione urbana relativo ad un’area critica della città di Varese: il sottopasso congiungente Via Morosini con l’area circostante la stazione ferroviaria FNM. Obiettivo dell’intervento è quello di trasformare un luogo storicamente penalizzato da un forte stato di degrado, dovuto alla tipologia di struttura, alla bassa qualità dell’illuminazione e alla scarsa frequenza nella manutenzione. Tutti questi fattori favoriscono l’insorgere di fenomeni di vandalismo, con particolare riferimento all’imbrattamento delle pareti.

Dettagli del progetto

L’identità degli immobili pubblici

Questo concorso, proposto dall’Agenzia del Demanio, ha rappresentato un’interessante occasione per sviluppare nuove proposte riguardanti i “beni pubblici”, alla quale ho partecipato in collaborazione con l’architetto Andrea Benigna, laureato presso il Politecnico di Milano.

Dettagli del progetto

Voxel Houses

Tronchi di bambù ed alluminio alveolare, vetro fosforescente e scarti di lavorazione del legno, nanogel e ritagli di vecchi jeans. Le abitazioni proposte coniugano al meglio l’utilizzo di tecnologie innovative e materiali ecologici. Due quadrati formano l’unità standard. Smontabile, realizzata con elementi compositi per ridurre il peso al minimo, senza trascurare il primo obiettivo: raggiungere un’elevata qualità ambientale, così che i futuri utenti possano davvero dire di trovarsi a “casa”.

Dettagli del progetto

Figure progettuali e modellazione digitale

Più che un’esperienza meramente progettuale, il lavoro presentato si caratterizza come ricerca, dove l’obiettivo principale è giungere all’utilizzo ragionato dei software nella progettazione architettonica. Vi sono tre sezioni principali: la prima riguarda l’analisi critica di alcuni testi inerenti l’argomento, che spaziano dallo studio della prospettiva durante il suo sviluppo rinascimentale, proseguendo nel corso del tempo fino a giungere alla realtà virtuale, con le sue molteplici e promettenti applicazioni. Scopo di questa parte è quello di fornire una panoramica teorica sul campo. La seconda è incentrata sullo studio di alcune “best practices”, che mettono a fuoco le esperienze progettuali degli architetti più inclini all’utilizzo dei software nella progettazione. Sono suddivise mediante parole chiave: MODELLO, ANIMAZIONE, SUONO, LUCE. Per ognuna di esse viene scelto un personaggio e ne viene studiato il metodo lavorativo.

Dettagli del progetto