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	<title>Matteo Lo Prete &#187; Architettura</title>
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		<title>Forest Pavilion</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 19:44:25 +0000</pubDate>
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PROGETTAZIONE PARAMETRICA DI TOPOLOGIE COMPLESSE
Il progetto nasce e si sviluppa all’interno di un workshop dedicato all’utilizzo di McNeel Rhinoceros e del plug-in Grasshopper, tenuto da Giulio Piacentino, Marco Vannucci ed Annarita Papeschi, con la collaborazione di Andrea Graziano e Alessio Erioli. L’attenzione è stata rivolta, dal punto di vista progettuale, verso un padigliore espositivo di dimensioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; border: 0px initial initial;" title="010" src="http://www.matteoloprete.com/en/wp-content/uploads/2009/11/0101.jpg" alt="010" width="500" height="275" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROGETTAZIONE PARAMETRICA DI TOPOLOGIE COMPLESSE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto nasce e si sviluppa all’interno di un workshop dedicato all’utilizzo di <a href="http://www.it.rhino3d.com/" target="_self">McNeel Rhinoceros</a> e del plug-in <a href="http://grasshopper.rhino3d.com/" target="_self">Grasshopper</a>, tenuto da <a href="http://www.giuliopiacentino.com/" target="_self">Giulio Piacentino</a>, <a href="http://www.opensysdesign.com/2007/09/b.html" target="_self">Marco Vannucci</a> ed Annarita Papeschi, con la collaborazione di <a href="http://andreagraziano.blogspot.com/" target="_self">Andrea Graziano</a> e <a href="http://ale2x72.blogspot.com/" target="_self">Alessio Erioli</a>. L’attenzione è stata rivolta, dal punto di vista progettuale, verso un padigliore espositivo di dimensioni ridotte, all’interno del quale sintetizzare il connubio tra geometrie semplici e forme complesse, volumi astratti e topologie riferite al mondo della natura. Lo sviluppo del padiglione è iniziato tramite la scelta di un titolo, che apre questa descrizione, ed un semplice schizzo, attraverso il quale restituire una prima immagine dell’opera da realizzare.<span id="more-353"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il padiglione viene immaginato come uno spazio continuo e organico, all’interno del quale la struttura portante diviene elemento fluido, riprendendo lontanamente le forme degli alberi e, in seconda battuta, la trama generata dalla sovrapposizione delle foglie, attraversate dalla luce del giorno. Questo concetto prende corpo tramite un <em>canopy</em> autoportante, poggiando sul basamento in tre punti. Oltre a restituire un’immagine evocativa, questi appoggi permettono lo scarico delle forze sul terreno e l’allontanamento, al loro interno, dell’acqua piovana, che viene a raccogliersi sulla copertura.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura, così pensata, si munisce di una membrana superiore che ne riprende in parte la forma, fungendo da protezione contro le intemperie e convogliando le acque piovane all’interno dei tre punti d’appoggio a terra. La membrana, realizzata con materiali idonei per tensostrutture, verrà assicurata alle travi di bordo (profili tubolari in acciaio che delimitano il perimetro superiore del canopy).</p>
<p style="text-align: justify;">Le forme organiche complesse finora descritte formano un contrasto netto con l’involucro verticale del padiglione, realizzato con una serie di pilastri in acciaio molto slanciati, ai quali sono fissate delle lastre in vetro (o altro materiale plastico idoneo per resistenza meccanica e durata nel tempo). Un secondo elemento fortemente geometrico è il basamento del padiglione, che solleva leggermente il piano di calpestio rispetto al terreno dove viene posizionato l’edificio. La resa, dal punto di vista espressivo, è quella di uno spazio continuo, che potrebbe proseguire all’infinito ma che subisce un’interruzione netta da parte dell’involucro di facciata. Quest’ultimo diventa una linea di sezione, sia fisica che immaginaria. Il canopy viene trattato per componenti, che si adattano alle singole facce della mesh. I componenti più vicini ai punti d’appoggio risultano essere robusti e privi di aperture. Man mano che la struttura si eleva ed aumenta l’estensione in pianta si assiste ad un assottigliamento dei componenti, che presentano aperture maggiori ed una forma più snella.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intero progetto del padigliore è stato sviluppato con il software McNeel Rhinoceros e, in particolare, tramite l’applicativo Grasshopper, il quale permette un approccio parametrico/generativo alla progettazione. La base di partenza per la modellazione del padiglione è una superficie piana, oltre ad alcuni punti di controllo (anticipano il numero e la posizione degli appoggi per il <em>canopy</em>). Dalla superficie viene estratta in una griglia di punti su base <em>u,v</em>, successivamente deformata per  ottenere il <em>canopy</em>. In un secondo momento vengono realizzate le pareti verticali, il basamento e viene ipotizzato il terreno sulla base di una fotografia (è possibile inserire un’ortofoto per rendere realistico il terreno). In ultimo viene progettato il componente che andrà ad occupare ogni singolo triangolo della mesh di Dalaunay, quest’ultima generata a partire dalla griglia di punti. Una volta sviluppato tale componente viene ripetuto e adattato sulla maglia, in modo da generare una geometria complessa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’approccio interamente parametrico permette di variare, in qualsiasi momento ed in maniera interattiva le dimensioni del padiglione, il numero e la posizione degli appoggi del canopy, il tipo di componente utilizzato ed il suo comportamento (in questo caso la tolologia si assottiglia man mano che aumenta la quota), le dimensioni delle travi di bordo e dei pilastri snelli in facciata. Ogni singolo aspetto legato all’edificio può essere adattato a nuove esigenze e/o varianti progettuali, senza alcun dispendio di energie e senza la necessità di modellare dal nuovo alcuna superficie.</p>
<p style="text-align: justify;">La complessità assunta dal canopy, una volta popolato con i componenti adattivi, non era prevedibile con certezza matematica e risulta essere, quindi, frutto dell’associazione tra un singolo elemento, progettato nei dettagli, e le variazioni relative alla superficie entro il suo dominio. Tuttavia,  proseguendo nelle fasi successive della progettazione, è sempre possibile analizzare il canopy per ricavare informazioni circa le superfici di sviluppo, i singoli componenti adattivi, quote, punti, lunghezze dei lati e tutto ciò che risulti necessario per una prima defizione del progetto, tesa allo sviluppo di fasi più avanzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta ottenuto un modello soddisfacente è possibile, tramite apposito comando, trasportarlo in Rhinoceros per fasi di editing più avanzate o per procedere con la prototipazione di modelli mediante macchinari a controllo numerico.</p>
<p style="text-align: justify;">
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								<img title="Definzione completa in Grasshopper" alt="Definzione completa in Grasshopper" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/thumbs/thumbs_002.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Modello trasferito in Rhinoceros" alt="Modello trasferito in Rhinoceros" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/thumbs/thumbs_004.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Suddivisione del padiglione nelle sue singole parti" alt="Suddivisione del padiglione nelle sue singole parti" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/thumbs/thumbs_005.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Veduta in pianta della copertura" alt="Veduta in pianta della copertura" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/thumbs/thumbs_006.jpg" width="120" height="120" />
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		<title>SEN.S.-E.I.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 06:16:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
SENSIBLE SHELTER ENVIRONMENT INTERACTION
Il progetto nasce all’interno di un workshop dedicato al software Generative Components, tenuto da Lars Moth-Poulsen, Alessio Erioli, Ludovica Tramontin e Alessandro Uras. Il tema è focalizzato sull’involucro, una sorta di elemento protettivo che possa essere utilizzato in differenti contesti e, pertanto, capace di adattarsi a seconda delle condizioni che si presentano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/Immagine-iniziale3.JPG" rel="lightbox[313]"><img class="aligncenter size-full wp-image-315" title="Immagine iniziale" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/Immagine-iniziale3.JPG" alt="Immagine iniziale" width="500" height="329" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SENSIBLE SHELTER ENVIRONMENT INTERACTION</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto nasce all’interno di un workshop dedicato al software <a href="http://aast09.wordpress.com/">Generative Components</a>, tenuto da Lars Moth-Poulsen, <a href="http://ale2x72.blogspot.com/">Alessio Erioli</a>, <a href="http://archdigital.blogspot.com/">Ludovica Tramontin</a> e Alessandro Uras. Il tema è focalizzato sull’involucro, una sorta di elemento protettivo che possa essere utilizzato in differenti contesti e, pertanto, capace di adattarsi a seconda delle condizioni che si presentano di volta in volta.<span id="more-313"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro, sviluppato in sei giorni di intensa collaborazione con Catia La Grotta e Paolo Dallara, è iniziato con una selezione tra le due tipologie progettuali offerte: da una parte vi era una copertura, mentre nel secondo caso vi era la possibilità di realizzare un cosiddetto “<em>integral envelope</em>”, un involucro in grado di avvolgere completamente le persone ospitate al suo interno, lasciando liberi soltanto l’ingresso e l’uscita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo ha concentrato la propria attenzione su questa tipologia, con l’intenzione di diversificare, durante le fasi progettuali, la conformazione dell’oggetto architettonico al fine di non renderlo frutto di un trattamento seriale ed indistinto delle sue superfici esterne. La seconda scelta in ambito progettuale è stata tesa a definire quali, tra i molti fattori possibili, fossero quelli responsabili della mutazione di questo organismo edilizio. In questo caso abbiamo selezionato la pendenza del terreno come un fattore direttamente collegato alla morfologia e, come secondo attore, il sole, responsabile della variazione dei componenti che andranno a proliferare in maniera adattiva le superfici di tassellazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta scelta la direzione verso la quale intraprendere il percorso induttivo, abbiamo iniziato a definire un terreno ipotetico in Generative Components. Una delle linee che compongono il declivio costituirà la curva generatrice dell’involucro che, nella realtà, sarà collegato ad una curva rilevata mediante l’utilizzo di strumenti topografici e, quindi, oggettivamente definita. A partire da questa curva abbiamo estratto il prodotto vettoriale tra la perpendicolare alla tangente in una serie di punti e la verticale assoluta rispetto al piano cartesiano di origine. Questo valore risulta essere direttamente responsabile dell’aumento o della riduzione delle sezioni trasversali dell’organismo edilizio, come mostrato attraverso gli schizzi progettuali.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito alla definzione del prodotto vettoriale abbiamo generato una serie di segmenti, legati tra loro attraverso la sezione aurea in modo da formare due rettangoli, posti uno all’interno dell’altro. Sulla base dei punti definiti dai segmenti abbiamo modellato due superfici distinte: una inferiore, che costituirà l’area calpestabile dell’involucro, ed una superiore che fungerà da protezione rispetto agli agenti atmosferici. La prima è stata trattata come elemento monolitico, simile ad un osso di seppia, mentre la seconda come struttura leggera, generata in base alla costante variazione di un singolo componente. Quest’ultimo, progettato separatamente, è costituito da un telaio leggero in acciaio (o alluminio) e da un pannello quadrilatero dotato di un meccanismo che ne permette la rotazione intorno ad una delle due diagonali. La logica adattiva del componente prevede che, tanto più i raggi solari sono perpendicolari alla superficie che questo ricopre, tanto più il pannello sarà chiuso, schermando la radiazione luminosa e termica. Al contrario, tanto più i raggi saranno radenti, tantopiù il pannello sarà inclinato al fine di aumentare l’ingresso di luce indiretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta progettato il componente è stato applicato in maniera adattiva sulla superficie superiore dell’involucro, opportunamente tassellata. In seguito, come operazione fondamentale, è stata posta in relazione l’apertura dei pannelli con il prodotto vettoriale tra la propria direzione verticale ed i raggi emessi da un ipotetico sole (definito in questo caso da un punto la cui rotazione si basa su due archi di cerchio, che indicano l’escursione dei giorni durante l’anno, insieme al ciclo giornaliero). Il modello parametrico così generato permette di adattare l’organismo architettonico a diverse orografie possibili, sia in ambito urbano che in ambienti naturali estremi. Il comportamento “<em>responsivo</em>” dei componenti in funzione dell’andamento solare permette di ottenere un gradiente di regolazione dell’ambiente interno, al fine di preservare le condizioni ottimali di soleggiamento durante tutto il giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni relative al progetto è possibile scaricare una breve <a href="http://www.matteoloprete.com/dwl/sensei_lo_prete_la_grotta_dall'ara_ita.pdf" target="_self">Presentazione</a> (Pdf 2.486 Kb).</p>
<p style="text-align: justify;">Desidero ringraziare <a href="mailto:catia.lagrotta@hotmail.it">Catia La Grotta</a> e <a href="mailto:p.dallara@camerana.com">Paolo Dallara</a> per questa entusiasmante seppur breve esperienza progettuale, durante la quale si è sviluppata una collaborazione molto produttiva. Ringrazio inoltre il team di tutor che si è impegnato durante i sei giorni di workshop, fornendo un solido supporto tecnico ed una serie si spunti molto interessanti per la progettazione. Un ringraziamento doveroso va, infine, all’associazione Casartarc e all’Arch. Andrea Graziano, per aver reso possibile un workshop così importante.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutti voi va la mia stima ed il mio apprezzamento.</p>
<p style="text-align: justify;">
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								<img title="First test for the shelter" alt="First test for the shelter" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/sen-s-e-i/thumbs/thumbs_003.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Second test for the shelter" alt="Second test for the shelter" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/sen-s-e-i/thumbs/thumbs_004.jpg" width="120" height="120" />
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		<title>Progetto Passaggio Creativo &#8211; Prosp3ttiVA</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 06:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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INTRODUZIONE
Il presente progetto riguarda un intervento di riqualificazione urbana relativo ad un&#8217;area critica della città di Varese: il sottopasso congiungente Via Morosini con l&#8217;area circostante la stazione ferroviaria FNM. Obiettivo dell&#8217;intervento è quello di trasformare un luogo storicamente penalizzato da un forte stato di degrado, dovuto alla tipologia di struttura, alla bassa qualità dell&#8217;illuminazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignfull" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/001_main-image-post.jpg" alt="" width="600" height="78" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>INTRODUZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il presente progetto riguarda un intervento di riqualificazione urbana relativo ad un&#8217;area critica della città di Varese: il sottopasso congiungente Via Morosini con l&#8217;area circostante la stazione ferroviaria FNM. Obiettivo dell&#8217;intervento è quello di trasformare un luogo storicamente penalizzato da un forte stato di degrado, dovuto alla tipologia di struttura, alla bassa qualità dell&#8217;illuminazione e alla scarsa frequenza nella manutenzione. Tutti questi fattori favoriscono l&#8217;insorgere di fenomeni di vandalismo, con particolare riferimento all&#8217;imbrattamento delle pareti.<span id="more-180"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il sottopassaggio presenta una cattiva immagine della &#8220;Città Giardino&#8221; alle persone che lo utilizzano quotidianamente, suscitando un senso di paura e profondo disagio. Il problema si aggrava ulteriormente se ad usufruire di tale struttura sono un maggior numero di utenti. Nel tentativo di risolvere tale situazione è già stato attuato, in occasione dei recenti Mondiali di Ciclismo, un parziale intervento migliorativo operato da un gruppo di artisti su suggerimento dell&#8217;associazione Prosp3ttiVA ed in collaborazione con il Comune di Varese.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento proposto, basato su di una forte progettualità, riguarda dapprima una fase di riqualificazione degli spazi e, in seguito, prevede un&#8217;attenta gestione degli stessi. Differentemente da quanto fatto finora, tale scelta permetterà di mantenere il sottopassaggio in uno stato di decoro che andrà protraendosi nel corso degli anni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROSP3TTIVA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;associazione Prosp3ttiva, giuridicamente riconosciuta il 9 Maggio 2008 ed alla quale appartengo in qualità di Socio fondatore e membro del Comitato Direttivo, ha come fine la promozione culturale attraverso l&#8217;organizzazione di eventi atti a favorire la diffusione della tecnica e delle arti, siano esse appartenenti alla arti classiche, alle arti contemporanee o a qualsiasi forma espressiva riconducibile a nuove correnti e/o discipline emergenti. Tutte queste finalità vengono perseguite basandosi sulle capacità specifiche, sia tecniche che artistiche, degli associati. L&#8217;associazione è aperta a collaborazioni con tutti i soggetti (pubblici e privati) con finalità analoghe.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL PROGETTO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dall&#8217;architettura del luogo, il progetto è strutturato in tre differenti livelli, ognuno dei quali caratterizzato da una propria peculiarità, pensati in maniera complementare agli altri al fine di ottenere un risultato armonico.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">1. Espandere le potenzialità del luogo, mantenendo la preesistente destinazione d&#8217;uso (concepita esclusivamente per il passaggio pedonale) ed integrandola con una nuova funzione espositiva;</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">2. Rendere il luogo emotivamente coinvolgente, avvalendosi di interventi artistici di carattere pittorico e comunicativo/letterario;</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">3. Prevedere una gestione atta a protrarre nel tempo ed incrementare le potenzialità degli spazi, considerando come qualificanti i contenuti culturali trasmessi ed il senso di benessere indotto dal luogo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>GLI SPAZI ESPOSITIVI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo livello di intervento, da considerarsi come aspetto maggiormente innovativo, vede la realizzazione di una serie di spazi espositivi mediante l&#8217;installazione di teche vetrate all&#8217;interno degli incavi già esistenti nelle pareti del sottopassaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;architettura sotterranea ricorda quella tipica di famose gallerie d&#8217;arte contemporanea: è difatti attuale l&#8217;utilizzo di luoghi di passaggio per l&#8217;allestimento di mostre o eventi (ad esempio le gallerie delle metropolitane di Londra, Parigi ed altre metropoli del mondo). Come avviene in importanti gallerie d&#8217;arte e musei, le teche saranno alternate ad una serie di sedute temporanee, utili per soffermarsi ad ammirare quanto esposto.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli spazi espositivi così pensati, gestiti in modo da favorire un ricambio periodico delle opere, saranno messi a disposizione di quanti, nel territorio varesino, operano in ambito culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si prevede che gli spazi siano illuminati &#8220;a giorno&#8221;, per rendere piacevole il transito pedonale e valorizzare adeguatamente quanto esposto all&#8217;interno delle vetrine (l&#8217;intervento sarà giustificato in base ad un attento calcolo illuminotecnico).</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, per garantire la sicurezza del luogo ed evitare un utilizzo improprio dello stesso le teche saranno realizzate con appositi serramenti dotati di serratura e vetri anti-vandalismo, rispondenti alle vigenti normative in materia.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA DECORAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo livello prevede lo studio di un intervento di decorazione, basato sulla stretta collaborazione tra artisti legati al mondo del &#8220;writing&#8221; e a quello letterario. Detta collaborazione sarà coordinata e gestita dall&#8217;associazione, così da garantire uno sviluppo armonioso e coerente alla funzione espositiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Verrà individuato un tema comune, esplicitato in tre differenti caratterizzazioni, ognuna delle quali guiderà la decorazione di un braccio della struttura. La realizzazione porterà ad un risultato ricco di contenuti dal punto di vista grafico (attraverso l&#8217;utilizzo di diverse interpretazioni dell&#8217;aerosol-art), adeguatamente supportato da brevi testi inseriti nella parte superiore delle pareti.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre bracci saranno caratterizzati da altrettante cromie confluenti nel nucleo centrale, all&#8217;interno del quale si vuole realizzare un&#8217;installazione domotica. Quest&#8217;ultima prevede l&#8217;inserimento di un sistema  illuminante a dimmerazione di colore, allo scopo di ottenere giochi cromatici che, in abbinamento alle decorazioni, permettano una serie di effetti ottici.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA GESTIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il vero punto di forza dell&#8217;intervento, che lo distingue dai precedenti tentativi di riqualificazione, è la futura gestione dello stesso: attraverso un programma denso e strutturato, l&#8217;Associazione si pone come obiettivo quello di organizzare una serie di attività all&#8217;interno degli spazi espositivi. Un&#8217;organizzazione di questo genere permetterà a tutti i soggetti interessati (associazioni, fondazioni o singole persone) di dare il proprio contributo per la valorizzazione della cultura sul territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Al fine di garantire spazi idonei allo svolgimento di queste funzioni sono stati approfonditi, durante la progettazione, gli aspetti relativi alla qualità dell&#8217;ambiente offerto ed alla sicurezza dello stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">I contenuti culturali proposti, la cura dell&#8217;illuminazione, la costante pulizia e il conseguente incremento dell&#8217;affluenza costituiranno una fonte di beneficio duraturo.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolare attenzione è stata data alla sicurezza: la progettazione è stata sviluppata considerando soluzioni anti-vandalismo (elementi amovibili, rispetto della normativa specifica, utilizzo di materiali idonei), in parallelo alle quali si prevede l&#8217;installazione di un sistema di allarme, integrato al già presente circuito di videosorveglianza. Qualora questi accorgimenti non fossero sufficienti si ipotizza la stipula di un&#8217;assicurazione specifica che, in caso di eventuali danni, permetta il tempestivo intervento di ripristino delle condizioni di partenza.</p>
<p>Per ulteriori informazioni circa l&#8217;associazione Prosp3ttiVA ed il progetto si fa riferimento ai seguenti link:</p>
<p>Sito internet ufficiale di <a href="http://www.prosp3ttiva.it/" target="_blank">Prosp3ttiVA</a></p>
<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/progetto-a4-medium.pdf" target="_self">Progetto Passaggio Creativo A4 </a>(alta risoluzione &#8211; Pdf 1.908Kb)</p>
<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/progetto-a4-small.pdf" target="_self">Progetto Passaggio Creativo A4 </a>(bassa risoluzione &#8211; Pdf 1.327Kb)</p>
<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/Progetto A3 ITA medium.pdf">Progetto Passaggio Creativo A3</a> (alta risoluzione &#8211; Pdf 3.430Kb)</p>
<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/progetto-a3-ita-small.pdf" target="_self">Progetto Passaggio Creativo A3 </a>(bassa risoluzione &#8211; Pdf 1.546Kb)</p>
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		<title>L&#8217;identità degli immobili pubblici</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Concorso di idee &#8211; Forte Pozzarello
Questo concorso, proposto dall&#8217;Agenzia del Demanio, ha rappresentato un&#8217;interessante occasione per sviluppare nuove proposte riguardanti i &#8220;beni pubblici&#8221;, alla quale ho partecipato in collaborazione con l&#8217;architetto Andrea Benigna, laureato presso il Politecnico di Milano.
Si è pensato ad una destinazione d&#8217;uso di stampo internazionale, in grado di dimostrare come questo Paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><img src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/front-forte-pozzarello.jpg" alt="" width="550" height="203" /></h3>
<h3>Concorso di idee &#8211; Forte Pozzarello</h3>
<p style="text-align: justify;">Questo concorso, proposto dall&#8217;<a href="http://www.agenziademanio.com/" target="_blank">Agenzia del Demanio</a>, ha rappresentato un&#8217;interessante occasione per sviluppare nuove proposte riguardanti i &#8220;beni pubblici&#8221;, alla quale ho partecipato in collaborazione con l&#8217;architetto Andrea Benigna, laureato presso il Politecnico di Milano.<span id="more-152"></span></p>
<p>Si è pensato ad una destinazione d&#8217;uso di stampo internazionale, in grado di dimostrare come questo Paese possa rappresentare una &#8220;punta di diamante&#8221; all&#8217;interno dello sviluppo e del progresso. Tra i molti temi che oggi scuotono la coscienza collettiva mondiale vi è il ricorso alle energie alternative, di cui alcuni paesi europei sono forti sostenitori ormai da un quarto di secolo. Strettamente connesso a questo argomento vi è anche l&#8217;abbandono del petrolio come risorsa energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Argentario costituisce da sempre un mirabile esempio di parco naturale: una cornice perfetta per sensibilizzare tutti verso l&#8217;attenzione all&#8217;energia, all&#8217;ecologia ed allo smaltimento dei rifiuti come veicolo per il miglioramento della società e dell&#8217;ambiente. In questa postazione dedicata alla protezione dell&#8217;ambiente si insedieranno le seguenti funzioni:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">- Osservatorio internazionale per le energie rinnovabili, strutturato in modo da effettuare ricerca, analisi e divulgazione delle tecniche che verranno sviluppate da università e centri di ricerca;</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">- Centro per la sensibilizzazione locale sulle materie inerenti le energie rinnovabili, l&#8217;abbandono del petrolio quale risorsa e l&#8217;utilizzo di tecniche avanzate per la raccolta differenziata;</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">- Centro per il raggiungimento della completa indipendenza energetica all&#8217;interno dell&#8217;Argentario, quale luogo di eccellenza. Il centro lavorerà in tandem con gli enti preposti per raggiungere, nel minore tempo possibile, il completo abbandono del petrolio quale risorsa territoriale ed il raggiungimento dell&#8217;autonomia dalla rete nazionale per l&#8217;elettricità.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista tecnico il progetto si pone l&#8217;obiettivo di adattare il Forte alle funzioni previste, rispettando però le preesistenze. Il primo problema da risolvere riguarda l&#8217;accesso all&#8217;area, difficoltoso sia dal punto di vista dei volumi di traffico sia per gli spazi. Sempre in linea con il rispetto dell&#8217;ambiente si suggerisce l&#8217;adozione di un sistema di trasporto a cremagliera: in questo modo l&#8217;accesso al Forte sarà garantito in maniera ecologica (mezzo a energia elettrica), sfruttando la via di risalita più breve.</p>
<p><span style="color: #000000;">All&#8217;interno del complesso gli interventi più ingenti vedono l&#8217;inserimento di un anfiteatro, una torre panoramica ed alcuni volumi edificati in aggiunta alle preesistenze:</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">- L&#8217;anfiteatro viene realizzato sfruttando il naturale declivio del terreno, con gli stessi criteri di quelli presenti in Grecia e Sicilia fin dall&#8217;antichità. All&#8217;interno di questo spazio sarà possibile assistere a dibattiti, concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli e presentazioni di vario genere;</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">- La torre panoramica, alta trentadue metri, rappresenta un forte simbolo di riconoscimento, visibile a grande distanza. Le dimensioni del manufatto, riprendono quelle della Torre dell&#8217;Argentiera, storico edificio di avvistamento che sorge a pochi chilometri nell&#8217;entroterra;</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">- Le volumetrie aggiunte, accennate in precedenza, racchiudono una serie di funzioni pubbliche per le quali sono previste dimensioni maggiori rispetto agli spazi presenti nel Forte. In questi nuovi ambienti sono previste due sale per convegni, un bar-ristorante ed un&#8217;ampia area espositiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli spazi preesistenti, modificati in minima parte per adeguamenti, ospiteranno le funzioni rimanenti. Il fossato verrà recuperato a sua volta, mutando la propria funzione per ospitare un percorso, parzialmente coperto, all&#8217;interno del quale sarà possibile osservare una mostra relativa alla costruzione e all&#8217;utilizzo del forte, considerando il suo ruolo come postazione strategica durante la guerra.</p>
<p>Dal punto di vista energetico il Centro rispetta la propria vocazione, dotandosi di una serie di pale eoliche, regolate da un&#8217;apposita unità di controllo centrale, in grado di produrre l&#8217;energia necessaria allo svolgimento delle attività. Ad integrare questa fonte sarà presente una serie di pannelli fotovoltaici, posizionati nel versante Sud del monte, nascosti alla vista per non deturpare in alcun modo il paesaggio costiero.</p>
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		<title>Voxel Houses</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 05:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[abitazione]]></category>
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		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
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		<description><![CDATA[
Tronchi di bambù ed alluminio alveolare, vetro fosforescente e scarti di lavorazione del legno, nanogel e ritagli di vecchi jeans. Le abitazioni proposte coniugano al meglio l&#8217;utilizzo di tecnologie innovative e materiali ecologici. Due quadrati formano l&#8217;unità standard. Smontabile, realizzata con elementi compositi per ridurre il peso al minimo, senza trascurare il primo obiettivo: raggiungere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/voxel-house.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tronchi di bambù ed alluminio alveolare, vetro fosforescente e scarti di lavorazione del legno, nanogel e ritagli di vecchi jeans. Le abitazioni proposte coniugano al meglio l&#8217;utilizzo di tecnologie innovative e materiali ecologici. Due quadrati formano l&#8217;unità standard. Smontabile, realizzata con elementi compositi per ridurre il peso al minimo, senza trascurare il primo obiettivo: raggiungere un&#8217;elevata qualità ambientale, così che i futuri utenti possano davvero dire di trovarsi a &#8220;casa&#8221;.<span id="more-46"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La vocazione principale riguarda le situazioni d&#8217;emergenza: un container da 40&#8242; open-top &#8220;<em>high-cube</em>&#8221; (utile poi come box auto o magazzino) contiene due abitazioni complete ed autonome. I plinti sono sostituibili con pali di fondazione muniti di testa a bicchiere, qualora richiesto. Le colonne in bambù presentano giunti in acciaio, sui quali vengono assicurati i solai pieghevoli. Questi, utilizzabili anche all&#8217;esterno (verande), presentano aperture per il sistema idrico, una per eventuali scale compatte (pioli, marinara, pieghevole, cappuccina) e due elementi elettrici per il riscaldamento tramite irraggiamento. Le pareti si fissano, senza necessità di viti, ai solai, includendo gli elementi di contenimento dei cablaggi elettrici, che risolvono i ponti termici. L&#8217;attenzione ai sismi si concretizza in una struttura non troppo rigida, coadiuvata da diagonali di assorbimento delle oscillazioni. Sono inoltre presenti i giunti necessari alla dilatazione termica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bagno prefabbricato si posiziona con facilità in vari punti del modulo. Il telo di copertura presenta un concetto semplice ma efficace per la regolazione del micro-clima. In inverno, quando viene portato a filo del modulo (colmo più alto) il passaggio d&#8217;aria è ridotto e quella presente tende a scaldarsi. In estate la copertura viene estesa e, oltre a proteggere dal sole, favorisce il passaggio d&#8217;aria fresca nel sottotetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Si prevede la colorazione di alcuni elementi, per rendere più riconoscibile e vivace l&#8217;insieme. La scelta viene compiuta con riferimento al <em>Crystal Palace</em> (<em>J. Paxton, 1851</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al sistema smontabile si possono prevedere infinite combinazioni di moduli, per realizzare molte varianti di maggiori dimensioni, edifici complessi e quindi strutture insediative. Quelle proposte riprendono cronologicamente alcuni esempi tipici: il &#8220;<em>castrum</em>&#8220;, le corti del piano Cerdà, una rivisitazione de l&#8217;Unité d&#8217;habitation, la torre. Ultimo sistema suggerito, inerente alla contemporaneità, si riferisce alla &#8220;<em>Sun God City</em>&#8221; dell&#8217;arch. Makoto Sei Watanabe: l&#8217;edificio viene composto mediante un algoritmo che assicura a ciascuna unità luce naturale per un certo numero di ore al giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le energie rinnovabili la riflessione più interessante concerne l&#8217;utilizzo di vetro fosforescente su superfici esterne di alcune pareti. Assorbendo luce durante il giorno e rilasciandola di notte permette di ridurre al minimo l&#8217;illuminazione nelle parti comuni degli insediamenti. Da notare che la superficie illuminante di un&#8217;abitazione è circa 25 m².</p>
<p style="text-align: justify;">Si sottolinea l&#8217;attenzione ai processi seriali, come lo &#8220;stampaggio&#8221; dei telai in alluminio alveolare (derivazione meccanica), o le canne fumarie in fibra di carbonio. L&#8217;uso di isolanti basati su jeans usati, o pavimenti realizzati con filamenti di bambù, denotano l&#8217;attenzione al riciclo ed al risparmio energetico anche durante la produzione. Per maggiori informazioni vedere le tavole, dove tutte le campiture rispettano le convenzioni specifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine il titolo: &#8220;<em>Voxel</em>&#8221; è l&#8217;unità volumetrica digitale (<em>pixel</em> per la superficie). Le unità intendono richiamare sia il concetto di &#8220;casa&#8221;, abitazione decorosa e propria, sia la rappresentazione della modularità completa, dove ogni singolo elemento contribuirà a costituire una sorta di immagine tridimensionale, affresco del modo di abitare fortemente caratteristico della nostra contemporaneità: Voxel Houses.</p>
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		<title>Figure progettuali e modellazione digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 21:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[architettura digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[
Più che un&#8217;esperienza meramente progettuale, il lavoro presentato si caratterizza come ricerca, dove l&#8217;obiettivo principale è giungere all&#8217;utilizzo ragionato dei software nella progettazione architettonica. Vi sono tre sezioni principali: la prima riguarda l&#8217;analisi critica di alcuni testi inerenti l&#8217;argomento, che spaziano dallo studio della prospettiva durante il suo sviluppo rinascimentale, proseguendo nel corso del tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11" title="00_icona-principale" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/00_icona-principale.jpg" alt="" width="480" height="480" /></p>
<p style="text-align: justify;">Più che un&#8217;esperienza meramente progettuale, il lavoro presentato si caratterizza come ricerca, dove l&#8217;obiettivo principale è giungere all&#8217;utilizzo ragionato dei software nella progettazione architettonica. Vi sono tre sezioni principali: la prima riguarda l&#8217;analisi critica di alcuni testi inerenti l&#8217;argomento, che spaziano dallo studio della prospettiva durante il suo sviluppo rinascimentale, proseguendo nel corso del tempo fino a giungere alla realtà virtuale, con le sue molteplici e promettenti applicazioni. Scopo di questa parte è quello di fornire una panoramica teorica sul campo. La seconda è incentrata sullo studio di alcune <em>best practise</em>, che mettono a fuoco le esperienze progettuali degli architetti più inclini all&#8217;utilizzo dei software nella progettazione. Sono suddivise mediante parole chiave: MODELLO, ANIMAZIONE, SUONO, LUCE. Per ognuna di esse viene scelto un personaggio e ne viene studiato il metodo lavorativo.<span id="more-10"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Infine si giunge alla vera esperienza progettuale, mediante lo sviluppo di un nodo d&#8217;interscambio situato nella Lea Valley, area periferica di Londra scelta come sede per i XXX Giochi Olimpici 2012, caratterizzata dalla presenza del paese chiamato Stratford Upon Avon, luogo di nascita di William Shakespeare. Il progetto intende porsi come mediatore tra le differenti scale, grazie ad un grande contenitore urbano dalla forma complessa, il cui punto principale è la stazione Eurostar International. Il morfotipo urbano diviene oggetto di studio proprio tramite una serie di programmi informatici, che hanno consentito il passaggio graduale tra schizzo, maquette e modello digitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante una prima fase lo schizzo ha permesso di individuare quelle che sono le &#8220;<em>linee generatrici della forma</em>&#8220;, in grado di instaurare una continuità dialogica tra le caratteristiche intrinseche dell&#8217;area rispetto a quelle del grande contenitore. Una volta raggiunto il grado di affinamento ritenuto opportuno, esse vengono trasferite all&#8217;interno del modello fisico (realizzato con rete d&#8217;acciaio fine), ponendosi come vincolo al fine di ritrovare un corretto rapporto tra quest&#8217;ultimo ed il luogo di progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il modello subisce una serie di modifiche, in relazione al mutare dell&#8217;area durante la redazione del &#8220;<em>masterplan</em>&#8220;. La maquette conlusiva si distingue rispetto alle altre, in quanto viene ricoperto da uno strato superficiale opaco, realizzato con gesso e stucco, successivamente verniciato di bianco, indispensabile per realizzare la scansione tridimensionale. Questa avviene presso il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano e, dopo una serie di elaborazioni necessarie all&#8217;affinamento dell&#8217;acquisizione, si ottiene un output fruibile mediante la maggior parte dei programmi di modellazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello digitale viene successivamente corretto dal punto di vista matematico, per giungere ad una serie di superfici NURBS, utilizzate poi per la redazione del progetto architettonico. Quest&#8217;ultimo permette il passaggio fondamentale da forma modellata a edificio, anche mediante la definizione di una tipologia strutturale da adottare nel caso specifico. Una volta concluse le elaborazioni del modello digitale vi è la possibilità di produrre modelli fisici con macchine a controllo numerico, per valutarne ulteriormente la rispondenza alle esigenze progettuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo lavoro rappresenta il primo passo verso una serie di sperimentazioni che potrebbero portare al raggiungimento di uno stretto rapporto tra quelli che sono gli elementi cardine della progettazione architettonica, rispetto a tutta una serie di sistemi che vengono oggi utilizzati per la redazione del progetto nei suoi aspetti più tecnici (calcolo strutturale, verifiche prestazionali qualitative e quantitative, progettazione esecutiva ed impiantistica, gestione della realizzazione), riuscendo a creare un ponte tra la fase prettamente euristica e quella maggiormente legata alla realizzazione pratica, in modo da ottenere un unico processo progettuale interamente digitale.</p>
<p>&#8220;<em>Sine ulla materia</em>&#8221;</p>
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