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	<title>Matteo Lo Prete &#187; News</title>
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		<title>ATTENZIONE_QUESTA E&#8217; UNA VECCHIA VERSIONE DEL SITO</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 22:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Attenzione: il sito all&#8217;interno del quale vi trovate è una versione ormai in disuso dello spazio relativo a Matteo Lo Prete.
E&#8217; già attiva la nuova versione, visitabile al seguente link: www.matteoloprete.com
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-389 alignnone" title="Warning" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/warning2.gif" alt="Warning [by Mauro Biani]" width="500" height="280" /></p>
<h3>Attenzione: il sito all&#8217;interno del quale vi trovate è una versione ormai in disuso dello spazio relativo a Matteo Lo Prete.</h3>
<h3>E&#8217; già attiva la nuova versione, visitabile al seguente link: <a href="http://www.matteoloprete.com">www.matteoloprete.com</a></h3>
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		<title>Forest Pavilion</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 19:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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PROGETTAZIONE PARAMETRICA DI TOPOLOGIE COMPLESSE
Il progetto nasce e si sviluppa all’interno di un workshop dedicato all’utilizzo di McNeel Rhinoceros e del plug-in Grasshopper, tenuto da Giulio Piacentino, Marco Vannucci ed Annarita Papeschi, con la collaborazione di Andrea Graziano e Alessio Erioli. L’attenzione è stata rivolta, dal punto di vista progettuale, verso un padigliore espositivo di dimensioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; border: 0px initial initial;" title="010" src="http://www.matteoloprete.com/en/wp-content/uploads/2009/11/0101.jpg" alt="010" width="500" height="275" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROGETTAZIONE PARAMETRICA DI TOPOLOGIE COMPLESSE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto nasce e si sviluppa all’interno di un workshop dedicato all’utilizzo di <a href="http://www.it.rhino3d.com/" target="_self">McNeel Rhinoceros</a> e del plug-in <a href="http://grasshopper.rhino3d.com/" target="_self">Grasshopper</a>, tenuto da <a href="http://www.giuliopiacentino.com/" target="_self">Giulio Piacentino</a>, <a href="http://www.opensysdesign.com/2007/09/b.html" target="_self">Marco Vannucci</a> ed Annarita Papeschi, con la collaborazione di <a href="http://andreagraziano.blogspot.com/" target="_self">Andrea Graziano</a> e <a href="http://ale2x72.blogspot.com/" target="_self">Alessio Erioli</a>. L’attenzione è stata rivolta, dal punto di vista progettuale, verso un padigliore espositivo di dimensioni ridotte, all’interno del quale sintetizzare il connubio tra geometrie semplici e forme complesse, volumi astratti e topologie riferite al mondo della natura. Lo sviluppo del padiglione è iniziato tramite la scelta di un titolo, che apre questa descrizione, ed un semplice schizzo, attraverso il quale restituire una prima immagine dell’opera da realizzare.<span id="more-353"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il padiglione viene immaginato come uno spazio continuo e organico, all’interno del quale la struttura portante diviene elemento fluido, riprendendo lontanamente le forme degli alberi e, in seconda battuta, la trama generata dalla sovrapposizione delle foglie, attraversate dalla luce del giorno. Questo concetto prende corpo tramite un <em>canopy</em> autoportante, poggiando sul basamento in tre punti. Oltre a restituire un’immagine evocativa, questi appoggi permettono lo scarico delle forze sul terreno e l’allontanamento, al loro interno, dell’acqua piovana, che viene a raccogliersi sulla copertura.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura, così pensata, si munisce di una membrana superiore che ne riprende in parte la forma, fungendo da protezione contro le intemperie e convogliando le acque piovane all’interno dei tre punti d’appoggio a terra. La membrana, realizzata con materiali idonei per tensostrutture, verrà assicurata alle travi di bordo (profili tubolari in acciaio che delimitano il perimetro superiore del canopy).</p>
<p style="text-align: justify;">Le forme organiche complesse finora descritte formano un contrasto netto con l’involucro verticale del padiglione, realizzato con una serie di pilastri in acciaio molto slanciati, ai quali sono fissate delle lastre in vetro (o altro materiale plastico idoneo per resistenza meccanica e durata nel tempo). Un secondo elemento fortemente geometrico è il basamento del padiglione, che solleva leggermente il piano di calpestio rispetto al terreno dove viene posizionato l’edificio. La resa, dal punto di vista espressivo, è quella di uno spazio continuo, che potrebbe proseguire all’infinito ma che subisce un’interruzione netta da parte dell’involucro di facciata. Quest’ultimo diventa una linea di sezione, sia fisica che immaginaria. Il canopy viene trattato per componenti, che si adattano alle singole facce della mesh. I componenti più vicini ai punti d’appoggio risultano essere robusti e privi di aperture. Man mano che la struttura si eleva ed aumenta l’estensione in pianta si assiste ad un assottigliamento dei componenti, che presentano aperture maggiori ed una forma più snella.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intero progetto del padigliore è stato sviluppato con il software McNeel Rhinoceros e, in particolare, tramite l’applicativo Grasshopper, il quale permette un approccio parametrico/generativo alla progettazione. La base di partenza per la modellazione del padiglione è una superficie piana, oltre ad alcuni punti di controllo (anticipano il numero e la posizione degli appoggi per il <em>canopy</em>). Dalla superficie viene estratta in una griglia di punti su base <em>u,v</em>, successivamente deformata per  ottenere il <em>canopy</em>. In un secondo momento vengono realizzate le pareti verticali, il basamento e viene ipotizzato il terreno sulla base di una fotografia (è possibile inserire un’ortofoto per rendere realistico il terreno). In ultimo viene progettato il componente che andrà ad occupare ogni singolo triangolo della mesh di Dalaunay, quest’ultima generata a partire dalla griglia di punti. Una volta sviluppato tale componente viene ripetuto e adattato sulla maglia, in modo da generare una geometria complessa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’approccio interamente parametrico permette di variare, in qualsiasi momento ed in maniera interattiva le dimensioni del padiglione, il numero e la posizione degli appoggi del canopy, il tipo di componente utilizzato ed il suo comportamento (in questo caso la tolologia si assottiglia man mano che aumenta la quota), le dimensioni delle travi di bordo e dei pilastri snelli in facciata. Ogni singolo aspetto legato all’edificio può essere adattato a nuove esigenze e/o varianti progettuali, senza alcun dispendio di energie e senza la necessità di modellare dal nuovo alcuna superficie.</p>
<p style="text-align: justify;">La complessità assunta dal canopy, una volta popolato con i componenti adattivi, non era prevedibile con certezza matematica e risulta essere, quindi, frutto dell’associazione tra un singolo elemento, progettato nei dettagli, e le variazioni relative alla superficie entro il suo dominio. Tuttavia,  proseguendo nelle fasi successive della progettazione, è sempre possibile analizzare il canopy per ricavare informazioni circa le superfici di sviluppo, i singoli componenti adattivi, quote, punti, lunghezze dei lati e tutto ciò che risulti necessario per una prima defizione del progetto, tesa allo sviluppo di fasi più avanzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta ottenuto un modello soddisfacente è possibile, tramite apposito comando, trasportarlo in Rhinoceros per fasi di editing più avanzate o per procedere con la prototipazione di modelli mediante macchinari a controllo numerico.</p>
<p style="text-align: justify;">
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								<img title="Definzione completa in Grasshopper" alt="Definzione completa in Grasshopper" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/thumbs/thumbs_002.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Progettazione del componente" alt="Progettazione del componente" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/thumbs/thumbs_003.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Modello trasferito in Rhinoceros" alt="Modello trasferito in Rhinoceros" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/thumbs/thumbs_004.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Suddivisione del padiglione nelle sue singole parti" alt="Suddivisione del padiglione nelle sue singole parti" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/thumbs/thumbs_005.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Veduta in pianta della copertura" alt="Veduta in pianta della copertura" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/thumbs/thumbs_006.jpg" width="120" height="120" />
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			<a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/forestpavilion/010.jpg" title="Veduta interna del padiglone" class="thickbox" rel="set_14"  rel="lightbox[353]">
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		<title>SEN.S.-E.I.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 06:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[
SENSIBLE SHELTER ENVIRONMENT INTERACTION
Il progetto nasce all’interno di un workshop dedicato al software Generative Components, tenuto da Lars Moth-Poulsen, Alessio Erioli, Ludovica Tramontin e Alessandro Uras. Il tema è focalizzato sull’involucro, una sorta di elemento protettivo che possa essere utilizzato in differenti contesti e, pertanto, capace di adattarsi a seconda delle condizioni che si presentano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/Immagine-iniziale3.JPG" rel="lightbox[313]"><img class="aligncenter size-full wp-image-315" title="Immagine iniziale" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/Immagine-iniziale3.JPG" alt="Immagine iniziale" width="500" height="329" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SENSIBLE SHELTER ENVIRONMENT INTERACTION</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto nasce all’interno di un workshop dedicato al software <a href="http://aast09.wordpress.com/">Generative Components</a>, tenuto da Lars Moth-Poulsen, <a href="http://ale2x72.blogspot.com/">Alessio Erioli</a>, <a href="http://archdigital.blogspot.com/">Ludovica Tramontin</a> e Alessandro Uras. Il tema è focalizzato sull’involucro, una sorta di elemento protettivo che possa essere utilizzato in differenti contesti e, pertanto, capace di adattarsi a seconda delle condizioni che si presentano di volta in volta.<span id="more-313"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro, sviluppato in sei giorni di intensa collaborazione con Catia La Grotta e Paolo Dallara, è iniziato con una selezione tra le due tipologie progettuali offerte: da una parte vi era una copertura, mentre nel secondo caso vi era la possibilità di realizzare un cosiddetto “<em>integral envelope</em>”, un involucro in grado di avvolgere completamente le persone ospitate al suo interno, lasciando liberi soltanto l’ingresso e l’uscita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo ha concentrato la propria attenzione su questa tipologia, con l’intenzione di diversificare, durante le fasi progettuali, la conformazione dell’oggetto architettonico al fine di non renderlo frutto di un trattamento seriale ed indistinto delle sue superfici esterne. La seconda scelta in ambito progettuale è stata tesa a definire quali, tra i molti fattori possibili, fossero quelli responsabili della mutazione di questo organismo edilizio. In questo caso abbiamo selezionato la pendenza del terreno come un fattore direttamente collegato alla morfologia e, come secondo attore, il sole, responsabile della variazione dei componenti che andranno a proliferare in maniera adattiva le superfici di tassellazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta scelta la direzione verso la quale intraprendere il percorso induttivo, abbiamo iniziato a definire un terreno ipotetico in Generative Components. Una delle linee che compongono il declivio costituirà la curva generatrice dell’involucro che, nella realtà, sarà collegato ad una curva rilevata mediante l’utilizzo di strumenti topografici e, quindi, oggettivamente definita. A partire da questa curva abbiamo estratto il prodotto vettoriale tra la perpendicolare alla tangente in una serie di punti e la verticale assoluta rispetto al piano cartesiano di origine. Questo valore risulta essere direttamente responsabile dell’aumento o della riduzione delle sezioni trasversali dell’organismo edilizio, come mostrato attraverso gli schizzi progettuali.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito alla definzione del prodotto vettoriale abbiamo generato una serie di segmenti, legati tra loro attraverso la sezione aurea in modo da formare due rettangoli, posti uno all’interno dell’altro. Sulla base dei punti definiti dai segmenti abbiamo modellato due superfici distinte: una inferiore, che costituirà l’area calpestabile dell’involucro, ed una superiore che fungerà da protezione rispetto agli agenti atmosferici. La prima è stata trattata come elemento monolitico, simile ad un osso di seppia, mentre la seconda come struttura leggera, generata in base alla costante variazione di un singolo componente. Quest’ultimo, progettato separatamente, è costituito da un telaio leggero in acciaio (o alluminio) e da un pannello quadrilatero dotato di un meccanismo che ne permette la rotazione intorno ad una delle due diagonali. La logica adattiva del componente prevede che, tanto più i raggi solari sono perpendicolari alla superficie che questo ricopre, tanto più il pannello sarà chiuso, schermando la radiazione luminosa e termica. Al contrario, tanto più i raggi saranno radenti, tantopiù il pannello sarà inclinato al fine di aumentare l’ingresso di luce indiretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta progettato il componente è stato applicato in maniera adattiva sulla superficie superiore dell’involucro, opportunamente tassellata. In seguito, come operazione fondamentale, è stata posta in relazione l’apertura dei pannelli con il prodotto vettoriale tra la propria direzione verticale ed i raggi emessi da un ipotetico sole (definito in questo caso da un punto la cui rotazione si basa su due archi di cerchio, che indicano l’escursione dei giorni durante l’anno, insieme al ciclo giornaliero). Il modello parametrico così generato permette di adattare l’organismo architettonico a diverse orografie possibili, sia in ambito urbano che in ambienti naturali estremi. Il comportamento “<em>responsivo</em>” dei componenti in funzione dell’andamento solare permette di ottenere un gradiente di regolazione dell’ambiente interno, al fine di preservare le condizioni ottimali di soleggiamento durante tutto il giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni relative al progetto è possibile scaricare una breve <a href="http://www.matteoloprete.com/dwl/sensei_lo_prete_la_grotta_dall'ara_ita.pdf" target="_self">Presentazione</a> (Pdf 2.486 Kb).</p>
<p style="text-align: justify;">Desidero ringraziare <a href="mailto:catia.lagrotta@hotmail.it">Catia La Grotta</a> e <a href="mailto:p.dallara@camerana.com">Paolo Dallara</a> per questa entusiasmante seppur breve esperienza progettuale, durante la quale si è sviluppata una collaborazione molto produttiva. Ringrazio inoltre il team di tutor che si è impegnato durante i sei giorni di workshop, fornendo un solido supporto tecnico ed una serie si spunti molto interessanti per la progettazione. Un ringraziamento doveroso va, infine, all’associazione Casartarc e all’Arch. Andrea Graziano, per aver reso possibile un workshop così importante.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutti voi va la mia stima ed il mio apprezzamento.</p>
<p style="text-align: justify;">
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								<img title="Basical diagram of the project" alt="Basical diagram of the project" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/sen-s-e-i/thumbs/thumbs_001.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Conceptual sketches" alt="Conceptual sketches" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/sen-s-e-i/thumbs/thumbs_002.jpg" width="120" height="120" />
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		<title>whirliNode</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 16:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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DESIGN GENERATIVO DI UN GIOCATTOLO TRAMITE GRASSHOPPER
Il progetto in questione nasce durante la partecipazione al WAAS – Workshop on Advanced Architectural Structures, edizione 2009, organizzato dal Prof. Arno Pronk presso la TU Delft in Olanda. Il workshop, dedicato all’approfondimento di strumenti progettuali e tecniche costruttive all’avanguardia per l’architettura ha permesso l’apprendimento di alcuni software [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-250  aligncenter" title="Immagine iniziale" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/Immagine-iniziale1.JPG" alt="Immagine iniziale" width="538" height="311" /><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>DESIGN GENERATIVO DI UN GIOCATTOLO TRAMITE GRASSHOPPER</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto in questione nasce durante la partecipazione al <a href="http://www.blob.tue.nl/">WAAS</a> – Workshop on Advanced Architectural Structures, edizione 2009, organizzato dal Prof. Arno Pronk presso la TU Delft in Olanda. Il workshop, dedicato all’approfondimento di strumenti progettuali e tecniche costruttive all’avanguardia per l’architettura ha permesso l’apprendimento di alcuni software di progettazione, tra i quali <a href="http://grasshopper.rhino3d.com/">Grasshopper</a>, plug-in del più conosciuto McNeel <a href="http://www.it.rhino3d.com/">Rhinoceros</a>. Il corso, tenuto dal McNeel Official Trainer <a href="http://www.rinusroelofs.nl/">Rinus Roelofs</a>, è stato suddiviso in una prima parte dedicata alle nozioni di base per il funzionamento del software ed una seconda tesa allo sviluppo autonomo di progetti da parte degli allievi. Al termine del workshop il laboratorio di modellistica dell’università (<a href="http://www.tno.nl/">TNO</a>) ha permesso la realizzazione dei progetti attraverso una 3D printer a base di nylon, per una dimensione massima di 50&#215;50x50mm.<span id="more-248"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dalle dimensioni del volume di stampa come unico vincolo per il progetto, è nata l’idea di realizzare un piccolo giocattolo per bambini, caratterizzato da un design accattivante e, nel contempo, dotato di una propria funzionalità. Da qui si è passati allo sviluppo di una trottola, il cui sviluppo formale sfrutta il concetto di nodo, emerso in molti dei lavori presentati da Roelofs durante il workshop. L’oggetto viene costruito a partire da un singolo settore circolare, che si deforma dall’impugnatura fino al punto di contatto con il piano d’appoggio, generando una sorta di nastro. Quest’ultimo viene regolato attraverso una serie di archi circolari, che rappresentano le curve generatrici della superficie NURBS. Una volta modellata, la superficie assume lo spessore di 1mm (limite minimo imposto dalla stampante 3D) e viene copiata in serie al fine di ottenere l’oggetto completo.</p>
<p style="text-align: justify;">La definizione di Grasshopper inizia con una selezione di punti fondamentali per la generazione della geometria, regolabili attraverso degli <em>slider.</em> Successivamente vengono generati gli archi ed il nastro come <em>loft</em> di questi ultimi, apportando poi alcune regolazioni necessarie per raggiungere la forma desiderata. Una seconda regolazione permette l’annodamento della superficie, attraverso una nuova serie di <em>slider</em>. Infine viene introdotto il comando <em>offset</em>, con la successiva occlusione delle aperture laterali. Il modello 3D, generato con Grasshopper, è quindi totalmente paramentrico. Una volta importato importato in Rhinoceros e tradotto in file <em>stl</em> (stereolitografia) è stato inviato al centro stampa, che ha provveduto alla realizzazione dell’oggetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato finale del workshop, sebbene utilizzabile da un bambino, denota una notevole eleganza e leggerezza, dovute ai rimandi con il mondo naturale (conchiglie, ricci di mare) ed alla ripetizione seriale delle superfici intrecciate. Lo stesso processo di produzione, caratterizzato dalla sovrapposizione di polvere stratificata (sublimazione di nylon) rimanda ai processi di formazione delle conchiglie e produce un effetto di leggera ondulatura della superficie, che aggiunge ulteriore complessità all’oggetto in questione. Una volta prodotto l’oggetto è stato testato ed è risultato perfettamente funzionante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto mette in evidenza la possibilità di generare forme complesse, totalmente parametriche, a partire dalla connessione di semplici archi di cerchio. Applicativi parametrici come Grasshopper permettono ad architetti e designer di investigare nuovi processi per la morfogenesi che, uniti all’innovazione tecnologica per la produzione delle componenti, permetteranno in futuro la realizzazione di architetture ed oggetti di estrema bellezza ed espressività.</p>
<p style="text-align: justify;">
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								<img title="Whirligig realized through 3D printing" alt="Whirligig realized through 3D printing" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/whirlinode/thumbs/thumbs_009.jpg" width="120" height="120" />
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		<title>ge0graphic</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 16:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
GRAFICA GENERATIVA PER PROGETTARE UN APPENDI ABITI
Il progetto prende spunto dalle sperimentazioni dedicate ad un software di grafica generativa chiamato Autoshop, prodotto dalla società inglese Signwave UK. Il software in questione, strutturato in maniera simile al più famoso Photoshop, fornisce una serie di funzioni dedicate al disegno ed alla manipolazione di immagini. Autoshop permette di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-205" title="front-image" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/front-image.jpg" alt="front-image" width="560" height="420" /></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>GRAFICA GENERATIVA PER PROGETTARE UN APPENDI ABITI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto prende spunto dalle sperimentazioni dedicate ad un software di grafica generativa chiamato <em>Autoshop</em>, prodotto dalla società inglese <a href="http://www.signwave.co.uk/go/hardware">Signwave UK</a>. Il software in questione, strutturato in maniera simile al più famoso Photoshop, fornisce una serie di funzioni dedicate al disegno ed alla manipolazione di immagini. <em>Autoshop</em> permette di compiere alcune operazioni in maniera completamente automatica, fornendo quindi risultati sostanzialmente imprevedibili.<span id="more-204"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tra le varie funzioni ve ne sono due particolarmente interessanti: la prima, definita come &#8220;<em>Auto pilot</em>&#8221; permette di generare immagini in maniera completamente indipendente. Approfittando di questa modalità, infatti, il software combina autonomamente una serie di funzioni standard in ordine sparso, realizzando composizioni grafiche del tutto particolari. La seconda funzione degna di nota è attivabile tramite il comando &#8220;<em>bug</em>&#8220;: quest&#8217;ultimo permette di posizionare, all&#8217;interno della finestra di lavoro, uno o più oggetti dinamici (i <em>bugs</em> appunto) che, muovendosi lungo la superficie, tracciano una serie di segmenti. Nel momento in cui questi elementi vengono a contatto con un ostacolo tendono a cambiare direzione rispetto ad un angolo di 45°, determinando nuovi segmenti, che vanno così ad infittire la trama di quelli già presenti. E&#8217; anche possibile modificare il colore delle linee durante il tracciamento, determinando sfumature oppure modifiche più nette all&#8217;interno della composizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie all&#8217;inserimento di un cospicuo numero di <em>bugs</em> è possibile realizzare in maniera più o meno casuale, figure di elevata complessità, certamente difficoltose da sviluppare mediante tecniche differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto dedicato alla realizzazione di un appendi-abiti parte quindi dallo studio della base, dalla forma rettangolare, dove fissare gli elementi di aggrappo. L&#8217;immagine è stata studiata in modo da richiamare una visione a scala territoriale, presa a volo d&#8217;uccello, in cui l&#8217;intreccio delle linee richiama la partitura delle aree agricole, la dispersione dei centri urbani minori, fino a punte di concentrazione che ricordano i grandi agglomerati metropolitani. Tutto ciò viene a costituire un insieme continuo ed omogeneo, privo di ogni soluzione di continuità.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è scelto di operare mediante l&#8217;utilizzo del bianco per lo sfondo, del nero per le aree di maggior concentrazione ed una serie di grigi intermedi, tarati a seconda delle necessità grafiche. L&#8217;inserimento dei <em>bugs</em> all&#8217;interno del campo è stato curato in modo da distribuire un maggior numero di linee in determinate porzioni di spazio, mentre altre sono rimaste libere e quindi più chiare. Una volta passato il tempo necessario per lo sviluppo della figura il risultato è stato impaginato e quindi stampato su fogli di polietilene, mediante il ricorso ad una comune stampante laser. Questa tecnica garantisce la stessa facilità di lavorazione rispetto ad un foglio di carta normale e, nel contempo, offre un supporto completamente impermeabile e resistente al passare del tempo (l&#8217;inchiostro viene depositato ad alta temperatura sul materiale plastico e non è più possibile rimuoverlo oppure alterarlo con acqua, in seguito al il raffreddamento).</p>
<p style="text-align: justify;">Il porta-abiti è composto da una base in MDF, materiale economico e resistente, sul quale vengono fissati i fogli in polietilene. Le coste laterali, realizzate sempre in legno, sono verniciate di bianco mediante tecnica a spruzzo, andando così a costituire una cornice di chiusura per l&#8217;immagine di fondo. In ultimo vengono posizionati i gli elementi di aggrappo per gli abiti, in seguito alla realizzazione di apposite bucature nella base. I perni sono realizzati con profili scatolari a base quadrata in alluminio anodizzato (colore standard) e presentano degli elementi conclusivi di testata che fanno da richiamo per la grafica generativa di base.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro di assemblaggio porta ad ottenere un oggetto dal design semplice e funzionale, dove la maggiore complessità viene concentrata verso l&#8217;immagine di sfondo, elemento principale della composizione. Tra gli accorgimenti adottati per una maggiore funzionalità va segnalata la lieve inclinazione della base, grazie all&#8217;utilizzo di coste laterali trapezoidali. In questo modo è possibile ottenere una lieve inclinazione dei perni verso l&#8217;alto, eliminando il rischio di caduta per giacche, sciarpe, cappelli o altri oggetti appoggiati sull&#8217;appendi-abiti. Prima di procedere con l&#8217;anodizzazione dell&#8217;alluminio, i profili scatolari sono stati opportunamente smussati, in modo da eliminare spigoli vivi che avrebbero, con il passare del tempo, rovinato il tessuto degli abiti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;oggetto in questione mette in luce le possibilità offerte dalla <em>Generative Graphics</em>, tramite l&#8217;utilizzo di software specifici oppure linguaggi di programmazione dedicati (come <a href="http://processing.org/">Processing</a>, ideato da Ben Fry e Casey Reas). Grazie a questi strumenti è possibile sviluppare un numero infinito di immagini evocative e dalla forte valenza grafica, fruibili non solamente nell&#8217;ambito dell&#8217;arte, ma anche in quelli maggiormente legati alle attività quotidiane e le funzioni ad esse legate, di cui il progetto in questione rappresenta un piccolo esempio.</p>

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								<img title="Matteo Lo Prete - ge0graphic 01" alt="Matteo Lo Prete - ge0graphic 01" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/ge0graphic/thumbs/thumbs_001.jpg" width="120" height="120" />
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								<img title="Matteo Lo Prete - ge0graphic 02" alt="Matteo Lo Prete - ge0graphic 02" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/gallery/ge0graphic/thumbs/thumbs_002.jpg" width="120" height="120" />
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		<title>Innovative Design and Construction Technologies</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 06:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Building complex shapes and beyond
6/7 Maggio 2009

Il Dipartimento BEST del Politecnico di Milano ha organizzato un convegno internazionale dal titolo “Innovative design and construction technologies – Building complex shapes and beyond” presso la Facoltà di Architettura e Società. L’evento, svoltosi nei giorni 6-7 Maggio 2009, era teso a a definire lo “stato dell’arte” inerente i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Building complex shapes and beyond</h2>
<h2 style="text-align: center;">6/7 Maggio 2009</h2>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/Logo-4.jpg" rel="lightbox[144]"><img class="alignleft size-full wp-image-301" title="Logo 4" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/Logo-4.jpg" alt="Logo 4" width="158" height="158" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Dipartimento BEST del Politecnico di Milano ha organizzato un convegno internazionale dal titolo “<strong>Innovative design and construction technologies</strong> – <em>Building complex shapes and beyond</em>” presso la Facoltà di Architettura e Società. L’evento, svoltosi nei giorni 6-7 Maggio 2009, era teso a a definire lo “stato dell’arte” inerente i metodi progettuali ed i processi tecnologici più avanzati in architettura, partendo dal punto di vista di tutti gli operatori dai progettisti, agli specialisti, ai produttori sino ai costruttori e alla committenza.<span id="more-144"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione Scientifica ha ricevuto più di 100 <em>abstracts</em>, provenienti da molti paesi differenti. Sono stati selezionati i lavori più interessanti tra quelli pervenuti, al fine di produrre un’importante pubblicazione cartacea, disponibile durante i due giorni in cui si è svolto il convegno ed attualmente in corso di ristampa. IDCT09 ha costituito un’ottima occasione per discutere una pluralità di temi attraverso l’analisi critica di progetti, strumenti, tecnologie e materiali con l’obiettivo di individuare le opportunità di innovazione, presenti e future, offerte dall’evoluzione nella costruzione di forme complesse in ambito internazionale al settore delle costruzioni nella sua globalità.</p>
<p style="text-align: justify;">I <em>key</em> <em>speakers</em> e <em>invited lecturers</em> presenti a questa edizione sono:</p>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Matias del Campo – SPAN Architects | Wien</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Marc Fornes – THEVERYMANY</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Arnold Walz &#8211; DesignToProduction</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Cristiano Ceccato – Zaha Hadid Architects</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Nathaniel Stanton &#8211; Buro Happold Special Projects | New York</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Shrikant Sharma &#8211; Buro Happold SMART Group | London</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Luca Buzzoni –Arup Italia</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Oliver Tessmann – Bollinger &amp; Grohmann</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Bruce Frey &#8211; Hines</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">John Nastasi &#8211; Product-Architecture Lab, Stevens Institute of Technology / Nastasi Architects</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Marthijn Pool &#8211; ONL Oosterhuis &#8211; Lénard</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Christian R Pongratz – Pongratz Perbellini Architecs</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Erwin van Maaren &#8211; Nedcam</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Martin Bechthold – Harvard GSD</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Christian Florian – Permasteelisa Group</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Mike Eekhout &#8211; Octatube</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Roberto Verganti – DIG Politecnico di Milano</span></h5>
<p><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><span style="font-size: 13px;">Per ulteriori informazioni circa il programma di questa edizione del convegno, le parallel sessions ed altri dettagli specifici è possibile consultare il sito internet ufficiale <a href="http://www.innovativetechnologies.polimi.it/">www.innovativetechnologies.polimi.it</a> Al momento attuale sono disponibili per il download la <a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/IDCT09-Newsletter.pdf" target="_self">Newsletter</a>, il <a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/IDCT09_Flyer.pdf" target="_self">Flyer</a> ed il <a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/IDCT09_Poster.jpg" target="_self" rel="lightbox[144]">Poster</a>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">E’ stato un piacere incontrare tutti i partecipanti a Milano, i quali hanno dato un importante contributo a questa conferenza, prendendo parte alla sua riuscita. Grazie a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Referente Scientific Committee – Prof. Anna Mangiarotti</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Coordinatrice scientifica – Prof. Ingrid Paoletti</span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px;"><span style="font-weight: normal;">Coordinatore – Arch. Matteo Lo Prete</span></h5>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Progetto Passaggio Creativo &#8211; Prosp3ttiVA</title>
		<link>http://www.matteoloprete.com/blog/2009/03/progetto-passaggio-creativo-prosp3ttiva/</link>
		<comments>http://www.matteoloprete.com/blog/2009/03/progetto-passaggio-creativo-prosp3ttiva/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 06:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bianchetti]]></category>
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INTRODUZIONE
Il presente progetto riguarda un intervento di riqualificazione urbana relativo ad un&#8217;area critica della città di Varese: il sottopasso congiungente Via Morosini con l&#8217;area circostante la stazione ferroviaria FNM. Obiettivo dell&#8217;intervento è quello di trasformare un luogo storicamente penalizzato da un forte stato di degrado, dovuto alla tipologia di struttura, alla bassa qualità dell&#8217;illuminazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignfull" src="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/001_main-image-post.jpg" alt="" width="600" height="78" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>INTRODUZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il presente progetto riguarda un intervento di riqualificazione urbana relativo ad un&#8217;area critica della città di Varese: il sottopasso congiungente Via Morosini con l&#8217;area circostante la stazione ferroviaria FNM. Obiettivo dell&#8217;intervento è quello di trasformare un luogo storicamente penalizzato da un forte stato di degrado, dovuto alla tipologia di struttura, alla bassa qualità dell&#8217;illuminazione e alla scarsa frequenza nella manutenzione. Tutti questi fattori favoriscono l&#8217;insorgere di fenomeni di vandalismo, con particolare riferimento all&#8217;imbrattamento delle pareti.<span id="more-180"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il sottopassaggio presenta una cattiva immagine della &#8220;Città Giardino&#8221; alle persone che lo utilizzano quotidianamente, suscitando un senso di paura e profondo disagio. Il problema si aggrava ulteriormente se ad usufruire di tale struttura sono un maggior numero di utenti. Nel tentativo di risolvere tale situazione è già stato attuato, in occasione dei recenti Mondiali di Ciclismo, un parziale intervento migliorativo operato da un gruppo di artisti su suggerimento dell&#8217;associazione Prosp3ttiVA ed in collaborazione con il Comune di Varese.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento proposto, basato su di una forte progettualità, riguarda dapprima una fase di riqualificazione degli spazi e, in seguito, prevede un&#8217;attenta gestione degli stessi. Differentemente da quanto fatto finora, tale scelta permetterà di mantenere il sottopassaggio in uno stato di decoro che andrà protraendosi nel corso degli anni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROSP3TTIVA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;associazione Prosp3ttiva, giuridicamente riconosciuta il 9 Maggio 2008 ed alla quale appartengo in qualità di Socio fondatore e membro del Comitato Direttivo, ha come fine la promozione culturale attraverso l&#8217;organizzazione di eventi atti a favorire la diffusione della tecnica e delle arti, siano esse appartenenti alla arti classiche, alle arti contemporanee o a qualsiasi forma espressiva riconducibile a nuove correnti e/o discipline emergenti. Tutte queste finalità vengono perseguite basandosi sulle capacità specifiche, sia tecniche che artistiche, degli associati. L&#8217;associazione è aperta a collaborazioni con tutti i soggetti (pubblici e privati) con finalità analoghe.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL PROGETTO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dall&#8217;architettura del luogo, il progetto è strutturato in tre differenti livelli, ognuno dei quali caratterizzato da una propria peculiarità, pensati in maniera complementare agli altri al fine di ottenere un risultato armonico.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">1. Espandere le potenzialità del luogo, mantenendo la preesistente destinazione d&#8217;uso (concepita esclusivamente per il passaggio pedonale) ed integrandola con una nuova funzione espositiva;</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">2. Rendere il luogo emotivamente coinvolgente, avvalendosi di interventi artistici di carattere pittorico e comunicativo/letterario;</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">3. Prevedere una gestione atta a protrarre nel tempo ed incrementare le potenzialità degli spazi, considerando come qualificanti i contenuti culturali trasmessi ed il senso di benessere indotto dal luogo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>GLI SPAZI ESPOSITIVI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo livello di intervento, da considerarsi come aspetto maggiormente innovativo, vede la realizzazione di una serie di spazi espositivi mediante l&#8217;installazione di teche vetrate all&#8217;interno degli incavi già esistenti nelle pareti del sottopassaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;architettura sotterranea ricorda quella tipica di famose gallerie d&#8217;arte contemporanea: è difatti attuale l&#8217;utilizzo di luoghi di passaggio per l&#8217;allestimento di mostre o eventi (ad esempio le gallerie delle metropolitane di Londra, Parigi ed altre metropoli del mondo). Come avviene in importanti gallerie d&#8217;arte e musei, le teche saranno alternate ad una serie di sedute temporanee, utili per soffermarsi ad ammirare quanto esposto.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli spazi espositivi così pensati, gestiti in modo da favorire un ricambio periodico delle opere, saranno messi a disposizione di quanti, nel territorio varesino, operano in ambito culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si prevede che gli spazi siano illuminati &#8220;a giorno&#8221;, per rendere piacevole il transito pedonale e valorizzare adeguatamente quanto esposto all&#8217;interno delle vetrine (l&#8217;intervento sarà giustificato in base ad un attento calcolo illuminotecnico).</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, per garantire la sicurezza del luogo ed evitare un utilizzo improprio dello stesso le teche saranno realizzate con appositi serramenti dotati di serratura e vetri anti-vandalismo, rispondenti alle vigenti normative in materia.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA DECORAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo livello prevede lo studio di un intervento di decorazione, basato sulla stretta collaborazione tra artisti legati al mondo del &#8220;writing&#8221; e a quello letterario. Detta collaborazione sarà coordinata e gestita dall&#8217;associazione, così da garantire uno sviluppo armonioso e coerente alla funzione espositiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Verrà individuato un tema comune, esplicitato in tre differenti caratterizzazioni, ognuna delle quali guiderà la decorazione di un braccio della struttura. La realizzazione porterà ad un risultato ricco di contenuti dal punto di vista grafico (attraverso l&#8217;utilizzo di diverse interpretazioni dell&#8217;aerosol-art), adeguatamente supportato da brevi testi inseriti nella parte superiore delle pareti.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre bracci saranno caratterizzati da altrettante cromie confluenti nel nucleo centrale, all&#8217;interno del quale si vuole realizzare un&#8217;installazione domotica. Quest&#8217;ultima prevede l&#8217;inserimento di un sistema  illuminante a dimmerazione di colore, allo scopo di ottenere giochi cromatici che, in abbinamento alle decorazioni, permettano una serie di effetti ottici.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA GESTIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il vero punto di forza dell&#8217;intervento, che lo distingue dai precedenti tentativi di riqualificazione, è la futura gestione dello stesso: attraverso un programma denso e strutturato, l&#8217;Associazione si pone come obiettivo quello di organizzare una serie di attività all&#8217;interno degli spazi espositivi. Un&#8217;organizzazione di questo genere permetterà a tutti i soggetti interessati (associazioni, fondazioni o singole persone) di dare il proprio contributo per la valorizzazione della cultura sul territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Al fine di garantire spazi idonei allo svolgimento di queste funzioni sono stati approfonditi, durante la progettazione, gli aspetti relativi alla qualità dell&#8217;ambiente offerto ed alla sicurezza dello stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">I contenuti culturali proposti, la cura dell&#8217;illuminazione, la costante pulizia e il conseguente incremento dell&#8217;affluenza costituiranno una fonte di beneficio duraturo.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolare attenzione è stata data alla sicurezza: la progettazione è stata sviluppata considerando soluzioni anti-vandalismo (elementi amovibili, rispetto della normativa specifica, utilizzo di materiali idonei), in parallelo alle quali si prevede l&#8217;installazione di un sistema di allarme, integrato al già presente circuito di videosorveglianza. Qualora questi accorgimenti non fossero sufficienti si ipotizza la stipula di un&#8217;assicurazione specifica che, in caso di eventuali danni, permetta il tempestivo intervento di ripristino delle condizioni di partenza.</p>
<p>Per ulteriori informazioni circa l&#8217;associazione Prosp3ttiVA ed il progetto si fa riferimento ai seguenti link:</p>
<p>Sito internet ufficiale di <a href="http://www.prosp3ttiva.it/" target="_blank">Prosp3ttiVA</a></p>
<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/progetto-a4-medium.pdf" target="_self">Progetto Passaggio Creativo A4 </a>(alta risoluzione &#8211; Pdf 1.908Kb)</p>
<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/progetto-a4-small.pdf" target="_self">Progetto Passaggio Creativo A4 </a>(bassa risoluzione &#8211; Pdf 1.327Kb)</p>
<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/Progetto A3 ITA medium.pdf">Progetto Passaggio Creativo A3</a> (alta risoluzione &#8211; Pdf 3.430Kb)</p>
<p><a href="http://www.matteoloprete.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/progetto-a3-ita-small.pdf" target="_self">Progetto Passaggio Creativo A3 </a>(bassa risoluzione &#8211; Pdf 1.546Kb)</p>
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