Design
Il mondo dell’industrial design racchiude dentro di sé un insieme di oggetti, metodi progettuali e tecniche costruttive di grande fascino. A partire dal movimento Arts and Crafts, nato in Inghilterra durante il XIX secolo, il modo di concepire oggetti più o meno convenzionali, dedicato alla quotidianità, cambia completamente. Ciò accade in parte grazie alla rivoluzione industriale che, proprio in Inghilterra, porta all’introduzione del concetto di produzione di massa. D’altra parte vi è un recupero dell’approccio creativo alla progettazione di questa tipologia di utensili o elementi d’arredo.
Molti progettisti italiani, nel corso del ‘900 hanno contribuito attivamente allo sviluppo di questa disciplina, spesso nominata attraverso il solo termine inglese “design”. Attraverso le loro creazioni, espressione di una qualità della produzione industriale resa famosa a livello internazionale, è stato possibile ammirare alcuni dei più luminosi esempi di come sia possibile coniugare l’espressione artistica con la produzione di oggetti d’uso comune, prodotti in quantità ingenti. E’ interessante notare come nelle opere di questi grandi autori sia sempre presente l’attenzione verso il dettaglio. Ogni tratto della conformazione geometria, ogni materiale selezionato, persino i giunti che permettono l’unione tra le parti rappresentano la massima espressione di una funzionalità attuata mediante forme estremamente espressive.
Credo che un buon architetto debba trarre una grande lezione dal mondo del design, la quale si manifesta proprio attraverso questa attenzione costante nei confronti del dettaglio costruttivo. Nel momento in cui tale attenzione viene riproposta anche nel mondo dell’architettura, improvvisamente le opere acquistano un potere comunicativo maggiore. Tutte le parti che compongono l’edificio, studiate in modo da fondersi reciprocamente a formare un unico organismo, devono contribuire all’espressione dell’idea che sta alla base della progettazione. Ed così che, indirettamente, sarà possibile ottenere anche un beneficio dal punto di vista economico, attraverso una continua costante ottimizzazione che è propria del mondo industriale.
Credo inoltre che sia utile approcciarsi direttamente con questo tipo di progettazione, sfruttando la possibilità di lavorare su progetti dalle dimensioni ridotte e perciò più facilmente realizzabili in tempi brevi e con costi accettabili. Il disegno industriale, inoltre, spinge verso lo studio e lo sviluppo di metodologie progettuali e tecniche costruttive sempre più all’avanguardia, in modo da permettere lo sviluppo e la produzione di oggetti sempre più innovativi. All’interno di questa pagina raccoglierò, con il passare del tempo, alcuni esperimenti attraverso i quali cercherò di affinare una sensibilità capace di valutare con attenzione ogni singolo dettaglio del progetto, trasferendo poi tale sensibilità dal mondo del design a quello dell’architettura, senza perdere il contatto con l’innovazione tecnologia che caratterizza la fonte del traferimento.
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DESIGN GENERATIVO DI UN GIOCATTOLO TRAMITE GRASSHOPPER
Il progetto in questione nasce durante la partecipazione al WAAS – Workshop on Advanced Architectural Structures, edizione 2009, organizzato dal Prof. Arno Pronk presso la TU Delft in Olanda. Il workshop, dedicato all’approfondimento di strumenti progettuali e tecniche costruttive all’avanguardia per l’architettura ha permesso l’apprendimento di alcuni software di progettazione, tra i quali Grasshopper, plug-in del più conosciuto McNeelRhinoceros. Il corso, tenuto dal McNeel Official Trainer Rinus Roelofs, è stato suddiviso in una prima parte dedicata alle nozioni di base per il funzionamento del software ed una seconda tesa allo sviluppo autonomo di progetti da parte degli allievi. Al termine del workshop il laboratorio di modellistica dell’università (TNO) ha permesso la realizzazione dei progetti attraverso una 3D printer a base di nylon, per una dimensione massima di 50×50x50mm.
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GRAFICA GENERATIVA PER PROGETTARE UN APPENDI ABITI
Il progetto prende spunto dalle sperimentazioni dedicate ad un software di grafica generativa chiamato Autoshop, prodotto dalla società inglese Signwave UK. Il software in questione, strutturato in maniera simile al più famoso Photoshop, fornisce una serie di funzioni dedicate al disegno ed alla manipolazione di immagini. Autoshop permette di compiere alcune operazioni in maniera completamente automatica, fornendo quindi risultati sostanzialmente imprevedibili.